Lo psicologo: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!

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Come ci dicono Carli e Paniccia (2003):

"Le persone si rivolgono allo psicologo, perché lo psicologo esiste".

Gli individui si rivolgono allo psicologo con una domanda che non è coerente con le competenze dello psicologo, quanto con i "criteri, le fantasie, le motivazioni che portano a cercare la sua consulenza" (Carli, Paniccia, 2003).

Cioè più semplicemente le persone immaginano di trovare nello psicologo una persona che li aiuterà in un certo modo anche se non sanno bene come. Chi pensa allo psicologo opera dei tentativi per accumunare questo tipo di aiuto a qualcosa che già conoscono: l’aiuto di un amico, il supporto di un genitore, il giudizio del professore a scuola, i consigli del parroco, la cura del medico, la magia di un indovino ecc...

Chi è lo psicologo?

Chi è il laureato in psicologia che dopo un anno di tirocinio si iscrive al proprio ordine professionale? Nel video potete ascoltare l’intervista realizzata dal dott. Luca Mazzucchelli al Professor Marco Bosio, Preside della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’incontro verte sul presente e sul futuro della nostra professione, sull’identità dello psicologo, sul counseling, e altri temi “caldi” come quello del riconoscimento economico per il lavoro che svolge il professionista psicologo.

Chi è il laureato in Psicologia?

Intanto il Prof. Bosio risponde a questo quesito con ciò che non è: Non è un professionista. Chi studia psicologia non sta imparando una professione. Studiare psicologia significa imparare dei riferimenti scientifici. 

Conviene studiare psicologia?

Si, tuttavia, c’è bisogno, sempre secondo il Professore, di TRANSITARE dalla formazione alla professione.
Avete riflettuto o state riflettendo sul vostro progetto professionalizzante?
Quando mi sono iscritta alla Facoltà di Psicologia non sapevo precisamente cosa facesse lo psicologo e quali fossero le competenze necessarie per esserlo. Tanto meno, purtroppo, avevo ben chiaro il progetto per il futuro. Un vero peccato!
Lo dico con il senno di poi: “se avessi riflettuto di più su questi aspetti, organizzativi e professionalizzanti, avrei fatto meno fatica ad individuarmi come professionista quale ora sono e mi sento di essere.”
Come dicono Carli e Paniccia non esiste una risposta scontata alla domanda: “Chi e per cosa ci si rivolge allo psicologo?”
Mentre è facile rispondere per altre professioni, come per il medico al quale ci rivolgiamo quando stiamo male, o per l’avvocato da cui andiamo per difendere i nostri interessi.

Lo psicologo "surfista"

Lo psicologo deve imparare a “surfare” nel mondo delle nuove professioni dove può entrate come professionista tra i professionisti per sviluppare un risultato e raggiungere obiettivi: comunicazione, new media, no profit, la robotica, missioni spaziali.

Riconoscerci per essere riconosciuti

Oggi la figura dello psicologo risulta impoverita dal blocco storico delle professioni. Gli psicologi da anni non hanno accesso nell’ambito della sanità. Secondo il Preside Bosio attualmente è necessario riacquisire spazi, reputazione e credibilità in questo ambito. Sempre di più il problema per gli psicologi è quello di essere riconosciuti, anche da un punto di vista economico, per quello che fanno.

Reputazione sociale

In una società molto complessa come la nostra, lo psicologo non è l’unica figura professionale che fornisce la risposta a quei bisogni che solitamente in passato ci appartenevano. Come gruppo professionale dobbiamo creare una nuova reputazione, costruire e potenziare il valore sociale, l’utilità sociale dello psicologo nel mondo.

“Vendere” la professione

Oggi poche persone percepiscono lo psicologo come una risorsa per il paese e per l’individuo. Lo psicologo nella comunicazione di massa è una figura assente. Quando viene rappresentata in film, fiction o nei talk show lo psicologo non viene rappresentato realisticamente e ne risulta una figura poco brillante. Condivido pienamente il Prof. Bosio quando afferma che bisogna creare di noi professionisti una rappresentazione sociale onesta in grado di trasmettere il nostro valore alla società.

I drivers dei futuri psicologi

  1. Presidio della Psicoterapia
    Scegliere come gestire la psicoterapia, che oggi è l’occupazione dominante a fronte di altre possibilità professionali. Porre quindi delle priorità per questo ambito. Imparare a essere competitivi. Creare un brand dello psicoterapeuta per far arrivare il messaggio che se il supporto è dato da un professionista sarà migliore di quello non qualificato.
  2. Professionisti in esclusiva?
    Saremo professionisti in toto oppure concorreremo a dare un’interpretazione psicologica ad un obiettivo che non è solo da psicologi? Il Preside Bosio ci da un esempio di integrazione in questo senso: la psicoterapia e la ricerca di marketing. Il futuro è quindi di un mondo professionale variegato e multidisciplinare in cui lo psicologo entra a far parte come componente essenziale.

 

Iscriversi a psicologia conviene? Guarda il video di Claudio Bosio.

Bibliografia:
Carli, Paniccia, Analisi della domanda, Il Mulino, 2003.

 

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